Impianto a osmosi inversa: come funziona, prezzi

Un impianto a osmosi inversa permette di depurare l’acqua del rubinetto in modo efficace e sicuro, al fine di mettere a disposizione acqua leggera e pura al tempo stesso.

L’osmosi inversa è così chiamata perché si basa su un procedimento contrario a quello dell’osmosi: in pratica, l’acqua che ha una concentrazione di sali superiore viene fatta passare in una membrana semi-permeabile in modo tale che si purifichi e presenti al proprio interno unicamente i sali utili al benessere umano.

Impianto a osmosi inversa diretta

Impianto a osmosi inversa diretta

In natura si verifica il processo opposto – l’osmosi, appunto -: ciò vuol dire che per ottenere l’osmosi inversa c’è bisogno di un impianto ad hoc che imprima all’acqua più concentrata una pressione superiore a quella osmotica.

Sul mercato si possono trovare diverse tipologie di impianti: la differenza principale è quella tra impianti con il serbatoio e impianti privi di serbatoio.

C’è da dire che gli ultimi modelli sono tutti senza serbatoio e si chiamano a osmosi inversa diretta, cioè depurano l’acqua senza accumularla.

In tutti e due i casi, il loro compito è quello di eliminare ogni impurità dall’acqua, così da produrre acqua oligominerale, a basso contenuto di sali minerali.

Un’acqua leggera, piacevole da bere, priva di metalli pesanti, nitrati, agenti inquinanti di altro genere o batteri.

Come funziona l’impianto a osmosi inversa?

L’impianto a osmosi inversa è costituito da uno sterilizzatore a raggi UV e da un numero variabile di filtri (da 3 a 7, a seconda dei casi).

Il primo filtro viene attraversato dal flusso di acqua che arriva dalla rete idrica: esso contiene un filtro caratterizzato da pori larghi, grazie a cui viene trattenuto lo sporco più grossolano, come per esempio la sabbia.

impianto osmosi inversa come funzionapreventivi depuratori acquaUna volta che l’acqua ha superato il primo filtro, essa viene indirizzata al secondo, il quale in genere presenta i carboni attivi, che hanno il pregio di abbassare i livelli di cloro, e quindi di far sì che il sapore dell’acqua migliori.

Anche i carboni attivi, comunque, sono in grado di trattenere un buon quantitativo di impurità.

A seconda del numero di filtri, poi, l’acqua viene depurata sempre di più, passando attraverso pori sempre più piccoli, fino a quando giunge alla membrana osmotica, che – come detto – ostacola la maggior parte degli agenti inquinanti.

Prima di essere sterilizzata, l’acqua passa attraverso un altro filtro, in modo tale che recuperi un sapore piacevole; a questo punto è il momento della sterilizzazione, che viene effettuata da una lampada a raggi UV.

Nel caso in cui si voglia sfruttare questo impianto per uso alimentare, non c’è altro da fare che posizionarlo al di sotto del lavello, collegandolo al tubo della rete idrica.

Che differenza c’è tra impianto con o senza serbatoio di accumulo?

impianto osmosi inversa con accumulo serbatoioLa presenza o l’assenza del serbatoio non incidono in alcun modo sul funzionamento, ma riguardano unicamente la disponibilità di una tanica in cui contenere l’acqua appena filtrata.

Nel caso di un impianto a osmosi inversa senza serbatoio, da un lato è previsto un collegamento con la rete idrica, mentre dall’altro lato si ha una connessione con il rubinetto del lavello.

Nel momento in cui il rubinetto viene aperto, l’acqua viene depurata, senza che la stessa si accumuli in un serbatoio: è subito pronta all’uso e disponibile in modo immediato.

Certo è che la presenza di un serbatoio potrebbe non essere apprezzata nelle cucine più piccole, vista la quantità di spazio che esso è destinato a occupare.

Ma qual è la sua funzione? In un impianto per osmosi inversa dotato di serbatoio, il sistema filtrante è collegato alla rete idrica e a un rubinetto erogatore che non è quello del lavello, ma che si trova al di sopra dello stesso.

Il rubinetto del lavello, invece, è collegato al serbatoio, che non è altro che una tanica all’interno della quale viene mantenuta l’acqua dopo che è stata depurata.

L’impianto viene attivato quando si apre il rubinetto erogatore: tutte le volte che l’acqua cade nel serbatoio, il quale in genere ha una capacità non inferiore ai 14 litri, essa viene sostituita da altra acqua, a sua volta purificata.

Questo meccanismo fa sì che nel serbatoio ci sia sempre acqua pura.

Noi consigliamo l’osmosi inversa diretta rispetto al serbatoio di accumulo perchè questi ultimi modelli sono un pò superati.

Ma che fine fanno le impurità che vengono trattenute in un impianto a osmosi inversa?

La risposta a questa domanda è molto importante, perché uno dei limiti dei depuratori tradizionali sta nel fatto che le impurità vengono sì trattenute, ma poi non rimosse, così che in corrispondenza dei filtri viene favorita una consistente proliferazione batterica.

Ciò non accade in questi impianti: lo “sporco”, infatti, viene convogliato all’interno di un tubo che conduce direttamente allo scarico, mentre l’acqua che è stata purificata fuoriesce dal rubinetto in seguito alla conclusione del processo di osmosi.

Ogni quanto tempo sono da sostituire i filtri e le membrane di un impianto a osmosi inversa?

Non è difficile rendersi conto del momento in cui è necessario provvedere alla sostituzione dei filtri: tutti gli impianti moderni sono dotati di una luce lampeggiante LED che avverte quando è il momento di procedere alla manutenzione dell’impianto.

Inoltre, dato che la pressione del flusso di acqua che esce dal rubinetto varia in funzione della forza che l’impianto esercita, se la pressione è poca o se l’acqua scorre in modo irregolare è giunta l’ora di rimuovere i filtri vecchi e metterne di nuovi.

Di solito in una famiglia di 4 persone la frequenza è ogni 12 mesi, ma può essere anche 6 – 8 mesi se l’uso è elevato.

L’acqua osmotizzata fa bene?

acqua osmotizzata fa beneVale la pena di sottolineare che, dopo che è stata osmotizzata, l’acqua non ha praticamente sali minerali (calcio, magnesio, sodio, potassio, stronzio, etc). L’acqua senza sali minerali non è buona da bere.

E’ per questo motivo, che prima di essere erogata, l’impianto la rimineralizza.

Ciò avviene tramite una valvola ad hoc, che miscela l’acqua osmotizzata con dell’acqua microfiltrata o dell’acqua grezza: volendo si può anche regolare il contenuto salino a seconda delle proprie preferenze o delle proprie esigenze, per esempio nel caso in cui si debba seguire una dieta povera di sodio.

Il risultato è acqua oligominerale, a basso contenuto di sali minerali, l’acqua perfetta per l’eliminazione delle tossine.

Quali sono i prezzi di un impianto a osmosi inversa?

Per quel che concerne i costi di un impianto a osmosi inversa, i prezzi cambiano a seconda dei modelli, e cioè del numero di filtri presenti per depurare l’acqua.

Come è facile intuire, più sono i filtri e più alta è la qualità: a risentirne è la spesa finale.

In linea di massima, per gli impianti a due stadi si possono spendere anche 70 euro, ma ovviamente l’aggiunta di accessori può far crescere la cifra fino a 200: in questi modelli sono disponibili solo due filtri, di cui uno a carboni attivi.

Per gli impianti a cinque o a sette stadi, d’altro canto, non è improbabile arrivare a superare i 1.500 euro.

Noi consigliamo sempre di confrontare più preventivi prima di procedere all’acquisto.

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